Edifici Storici

All'interno della Tenuta San Guido vi sono alcuni edifici che, per la loro posizione, la loro storia, o entrambe, meritano attenzione. Due di questi sono Castiglioncello di Bolgheri, che, a 393 metri, è la località residenziale più alta del territorio comunale, e l'Oratorio di San Guido, la chiesa ottagonale in fondo al viale dei cipressi di Bolgheri.


Castiglioncello

Quando Castiglioncello fu costruito, si suppone intorno al 780, la posizione ne fece in principio un perfetto eremo ed in seguito una fortezza difficilmente espugnabile.

Passato di proprietà molte volte durante la sua esistenza, fu spesso dei conti della Gherardesca fino al '400, e successivamente passò ai Soderini ed agli Incontri.

Il conte Cammillo della Gherardesca, avo dei proprietari attuali, lo ricomprò nel 1801 proprio dagli Incontri, marchesi volterrani, che lo avevano a loro volta acquistato dal Monte di Pietà di Firenze, col quale la famiglia Soderini, proprietaria di Castiglioncello dal 1441, aveva contratto un debito inestinguibile.

A testimoniare il passaggio di queste famiglie nei secoli vi sono la fonte battesimale della chiesa di San Bernardo, e lo stipite di una porta, entrambi recanti gli stemmi Incontri e Soderini incisi nella pietra. Questi si ritrovano anche nella sala d’armi, dipinti tra gli stemmi di tutti i proprietari.

Il primato più importante, almeno negli ultimi due secoli della storia di Castiglioncello, è l’essere stata la prima cantina del primo vigneto del Sassicaia, che gli è sottostante.

Castiglioncello di Bolgheri è visitabile (solo esternamente) il 16 luglio, per la festa della Madonna del Carmine.


Oratorio di San Guido

L'edificio raffigurato sull'etichetta del Guidalberto si trova in fondo al viale dei cipressi di Bolgheri. Venne costruito da Simone Maria della Gherardesca nel 1703 in onore a San Guido della Gherardesca (Pisa, 1060 - Pisa, 20 maggio 1140 †), e fu realizzata dal mastro scalpellino di origine fiesolana Romolo della Bella.

L'idea era quella di dotare la zona di un oratorio per l'assolvimento del precetto festivo, specialmente durante il periodo delle grandi lavorazioni, quando le soste dovevano essere ridotte al minimo, per i costi e i pericoli della malaria.

Come se non bastasse, la costruzione, consuetudine assai estesa per i fondatori di chiese, avrebbe portato decoro e sicuro beneficio alla carriera del nipote Tommaso, già divenuto nel 1700 vicario generale, e nel 1702 vescovo di Fiesole.

Infatti, qualche mese dopo la costruzione della chiesina, il 12 novembre 1703 il vescovo Tommaso Bonaventura fu nominato arcivescovo di Firenze.



Testi ispirati e tratti dal libro:

Castagneto Epigrafica, storia di Castagneto, Donoratico, Bolgheri attraverso l'epigrafi di Luciano Bezzini e da
www.it.wikipedia.org

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